DUPLICITY: il Ghetto nuovo di Venezia digitalizzato e reso accessibile tramite una piattaforma multimodale interattiva ed inclusiva

Partner: ETT S.p.a. (Capofila), Fablab Venezia S.r.l., Università degli Studi di Pisa
DUPLICITY è un progetto innovativo di ricerca applicata che mira alla valorizzazione del patrimonio storico del Campo del Ghetto Nuovo di Venezia attraverso due soluzioni tecnologiche complementari e interconnesse: il Metaverso del Ghetto Nuovo e un Modello Fisico Interattivo sensorizzato. Il progetto è stato realizzato all’interno dello Spoke 6 – Tourism, Culture and Creative Industries dell’Ecosistema dell’Innovazione iNEST e si inserisce nella linea di ricerca RT4 – Nuove narrazioni e strategie di comunicazione.
L’obiettivo principale di DUPLICITY è stato quello di sviluppare nuovi strumenti di narrazione culturale capaci di superare gli stereotipi turistici tradizionali e di riconfigurare la comunicazione del patrimonio in chiave inclusiva, sostenibile e partecipativa, contribuendo in modo diretto agli obiettivi dell’RT4. In un contesto urbano complesso come quello di Venezia, fortemente interessato da fenomeni di overtourism, il progetto propone modelli alternativi di fruizione che favoriscono una conoscenza più profonda, consapevole e distribuita del territorio.
Il Metaverso del Ghetto Nuovo offre una ricostruzione tridimensionale fedele del contesto urbano, esplorabile tramite visori VR e PC desktop. Gli utenti possono muoversi liberamente nello spazio, interagire tra loro attraverso avatar e chat audio, e accedere a punti di interesse interattivi che forniscono contenuti storici, culturali e architettonici in forma testuale e audio. Questa modalità immersiva consente di anticipare, integrare o prolungare l’esperienza di visita fisica, favorendo un turismo culturale più informato e destagionalizzato. La fruizione digitale amplia inoltre l’accesso al patrimonio per utenti che, per ragioni geografiche, fisiche o logistiche, non possono recarsi sul posto, contribuendo a una più ampia democratizzazione dell’esperienza culturale.
Accanto alla dimensione digitale, DUPLICITY integra un modello fisico tridimensionale interattivo del Campo del Ghetto Nuovo, progettato per dialogare in tempo reale con il Metaverso. Il plastico sensorizzato permette di attivare contenuti digitali a partire dall’interazione fisica, con il tatto, rendendo l’esperienza accessibile e naturale anche a pubblici non fruitori di ambienti VR, e consentendo così di ampliare anche le possibilità di utilizzo in spazi museali, centri e contesti educativi.
Garantire l’inclusione significa adottare una progettazione adeguata fin dall’inizio, applicando principi di accessibilità ed usabilità che consentano alle tecnologie di adattarsi ai differenti bisogni degli utenti.
Dal punto di vista scientifico, il progetto ha consentito non solo di modellare un plastico tridimensionale sensorizzato, capace di rendere disponibili i contenuti in modalità differenti, ma soprattutto di indagare metodi orientati a favorire un’interazione naturale e intuitiva, integrando tecnologie e linee guida specificamente declinate per il contesto turistico e museale.
Questo tipo di ricerca si colloca nell’ambito della Human-Computer Interaction (HCI), disciplina che consente di investigare soluzioni che considerino la persona al centro della progettazione affinché i prodotti e relative interfacce utente consentano una fruizione efficace e soddisfacente. Lo sviluppo di sistemi complessi richiede studi specifici in grado di coniugare soluzioni tecnologiche avanzate con i bisogni degli utenti e modalità di interazione semplici e intuitive. In questo senso, il progetto ha contribuito alla riflessione scientifica sull’applicazione dei principi di Human-Computer Interaction nei contesti turistici e museali.
Dal punto di vista turistico, il progetto contribuisce a:
- promuovere una narrazione alternativa di Venezia, meno centrata sui luoghi iconici e più attenta alla complessità storica e culturale dei quartieri;
- favorire una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici, valorizzando aree di grande rilevanza ma meno integrate nei percorsi di massa;
- supportare forme di turismo culturale sostenibile ed inclusivo, basate su esperienze immersive, collaborative e ad alto contenuto informativo;
- migliorare l’accessibilità dell’offerta culturale, grazie a interfacce intuitive e contenuti audio pensati per utenti con differenti età ed abilità sensoriali.
In conclusione, DUPLICITY rappresenta un modello innovativo di narrazione culturale ibrida fisico-digitale che risponde alle esigenze di Venezia come città storica fragile, contribuendo allo sviluppo di strategie turistiche più sostenibili, inclusive e orientate alla qualità dell’esperienza. Il progetto dimostra come le tecnologie immersive possano diventare strumenti strategici per il governo dei flussi turistici, la valorizzazione del patrimonio e la costruzione di nuove forme di relazione tra città, visitatori e comunità locali.

