I prototipi culturali del Lab Village per un turismo culturale più sostenibile
Format innovativi di turismo fluviale e nuove esperienze outdoor per il Nordest
Ricerca etnografica, regia in natura, sociologia e didattica: i prototipi culturali ideati grazie ai laboratori artistici del progetto “Lab Village – Turismo, Cultura e Industrie Creative” dell’Università Ca’ Foscari Venezia sviluppati la scorsa estate nell’ambito dell’azione pilota “Outdoor” dedicata al turismo fluviale sono stati presentati al Museo Luigi Bailo di Treviso in occasione della Giornata Mondiale dei Fiumi in collaborazione con Atlante delle Rive 2025, azione di teatro civile nata da un’idea di Marco Paolini per Fabbrica del Mondo.
Formati innovativi per raccontare e vivere le rive dei fiumi, i laghi e le opere idrauliche hanno preso forma grazie ai tre lab che hanno coinvolto artisti, ricercatori e cittadini anche per sperimentare insieme soluzioni alternative all’overtourism. A condurre le attività di ricerca è stata l’Università Ca’ Foscari di Venezia in qualità di capofila dello Spoke 6 di iNEST: ora l’Ateneo veneziano punta a trasformare il progetto sperimentale in un centro di ricerca continuativo sul turismo culturale e sostenibile allo scopo di favorire coesistenza tra le comunità locali e i tanti visitatori, che inevitabilmente producono cambiamenti non sempre positivi. «Veniamo da un anno e mezzo di ricerca-azione durante i quali il nostro team ha studiato e testato l’ipotesi che arte, cultura e creatività possano influenzare la forma del rapporto tra turismo, persone e territori. – ha spiegato Maurizio Busacca, professore Associato in Sociologia dei Processi Economici e del Lavoro e Direttore Scientifico Labour Unit dello Yunus Business Center di Ca’ Foscari – Con il Lab Village abbiamo prodotto prototipi culturali coinvolgendo artisti e creativi, comunità, istituzioni locali, imprese e attori economici per produrre innovazione nel settore turistico grazie alla mediazione artistica».
A Treviso sono stati presentati i risultati dei laboratori andati in scena in provincia di Padova, di Verona e sulle Prealpi Trevigiane. La filmmaker Alessia Zampieri ha raccontato il modo in cui un gruppo di giovani di Carmignano di Brenta vive il fiume Brenta realizzando un documentario etnografico, il Teatro del Pane con Il Festival La Giusta Distanza e il Laboratorio di Regia in Natura hanno creato un format per coniugare cammini, scoperta del territorio, spettacolarizzazione e formazione, e infine il performer Piero Ramella e il sociologo Giorgio Osti hanno messo insieme arte e scienza in percorso didattico e di scoperta sui bacini di laminazione di Cerea. Dalma Timar, videographer di origine ungherese, ha realizzato una serie di documentari che sono stati presentati al pubblico per la prima volta nel corso dell’evento “L’acqua, risorsa culturale e creativa per innovare il turismo” al Museo Bailo. Tutti i cortometraggi sono visionabili nel sito di iNEST al link: https://www.consorzioinest.it/lab-village-turismo-cultura-industrie-creative/
Ad introdurre i lavori Davide Acampora, consigliere con delega a Cultura e Turismo della Provincia di Treviso e Simone Venturini, assessore alla Coesione Sociale, Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro del Comune di Venezia, che hanno sottolineato l’urgenza di riflettere sul tema del rapporto tra cultura e turismo per programmare nuovi interventi a sostegno di città e territori. Fabrizio Panozzo, docente di Politiche Culturali (Università Ca’ Foscari Venezia) e responsabile dello Spoke 6 di iNEST, Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem, nel sottolineare l’impegno del progetto Lab Village per portare vera innovazione nel mondo turistico ha introdotto gli interventi di Giulio Feltrin, fondatore di Arper Feltrin Foundation e di Carlo Pesce, comitato di direzione di Viveracqua.

